Carolina Morace, donna dei record con una fibra d’acciaio

Il primo nome che viene in mente, quando si parla della storia del calcio femminile italiano è sicuramente quello di Carolina Morace. Classe 1964, la miglior marcatrice di sempre della Nazionale italiana, nasce a Venezia, figlia di un ufficiale della Marina Militare. È proprio grazie al lavoro del padre, che le permette di frequentare facilmente palestre e palazzetti dello sport, che Carolina comincia a tirare i primi calci al pallone, capendo, fin da piccolissima, che quella passione non l’avrebbe abbandonata mai.


Il debutto in Nazionale, nel 1978 in una partita contro la Jugoslavia, segna l’inizio di una carriera azzurra formidabile: con centocinquantatré presenze e centocinque reti la Morace si aggiudica il titolo di miglior marcatrice della Nazionale e, almeno per il momento, ancora nessuno è riuscito a strapparle questa medaglia al valore.
Prima del ritiro ufficiale dal calcio giocato, avvenuto nel 1998, Carolina vince dodici scudetti, due coppe Italia e una Supercoppa. Per ben dodici volte – di cui undici consecutive – viene eletta come miglior marcatrice dell’anno, dimostrando, al di là di ogni ragionevole dubbio, il suo innato istinto per il goal.


La vita a bordo campo comincia in modo un po’ burrascoso e il carattere deciso della Morace si scontra con un mondo non ancora pronto a riconoscere a una simile campionessa il ruolo che le spetta.
Nel 1998 allena la Società Sportiva Lazio, e l’anno dopo diventa la prima allenatrice donna di una squadra maschile professionistica, la Viterbese, in serie C1.
I conflitti insanabili con il presidente Gaucci, però, sempre intento a scavalcarla e imporle decisioni perlopiù scorrette, la porta a stracciare il contratto nell’arco di pochi mesi. Da quel momento in poi si apre una parentesi difficile per la più grande marcatrice italiana di tutti i tempi.
Dal 2000 al 2005 la Nazionale la riaccoglie, questa volta come CT. Sono anni di rimodellamento della rosa azzurra e del gioco di squadra, ma passato un lustro, per Carolina viene di nuovo il momento di cambiare prospettiva.


Partecipa a vari programmi televisivi, alcuni su reti locali e altre su reti nazionali, ma ciò che le lascia il mondo della TV è solo amarezza.
Quando è arrivata la crisi ho resistito per un periodo, anche partecipando a trasmissioni televisive dove mi facevano i complimenti e si stupivano perché non sbagliavo i congiuntivi – racconta in un’intervista rilasciata a Sport Donna nel 2017 – ma poi offerte concrete per tornare ad allenare non ce n’erano.”


Nel 2009, infatti, trova un’opportunità importante oltreoceano, in Canada. La nazionale canadese la sceglie come CT, e da quel momento la Morace strappa un successo dopo l’altro, vincendo la CONCACAF Women’s Gold Cup di Messico 2010 e poi, nel 2011 la prestigiosa Cyprus Cup, in una finale tesissima contro i Paesi Bassi.


Nel 2014 arriva finalmente un riconoscimento degno della sua grandezza: Carolina Morace è la prima donna inserita nella Hall of Fame del calcio italiano.
Tuttavia la nostra campionessa è costretta di nuovo a cercare fortuna all’estero, per poter avere un incarico proporzionato al suo valore e nel 2016 diventa Commissario Tecnico della nazionale di Trinidad e Tobago.


È solo nel 2018 che la Morace riesce a ottenere un posto di tutto rispetto nel neonato Milan femminile. Tuttavia anche questa volta la sua avventura è fugace e dopo un importante terzo posto in Campionato e una semifinale di Coppa Italia, anche il contratto con i vertici rossoneri viene chiuso.
Forte dei successi ottenuti nel corso degli anni, la Morace ora veleggia verso nuovi orizzonti, restando una delle figure calcistiche più apprezzate d’Italia. Lo stesso Gennaro Gattuso l’ha indicata più volte come un’allenatrice e un’ex giocatrice preziosissima a cui lui stesso ha chiesto consiglio in varie occasioni.


Dal 2019 Carolina diventa commentatrice di Sky Sport sia per il Campionato di serie A maschile, sia per quello femminile, ma, per nuovi incarichi più prettamente calcistici, bisognerà probabilmente aspettare ancora un po’.


Riservatissima per quanto riguarda la sua vita privata, nel corso della sua lunga e importante carriera, la campionessa d’Italia riesce anche a laurearsi in Giurisprudenza e praticare la professione d’avvocato dal 1998.
Non basterebbe un romanzo, per raccontare nel dettaglio una carriera così ricca di entusiasmanti aneddoti e fondamentali traguardi. Quello che si può affermare, nelle poche righe che un articolo giornalistico permette di riempire, è che senza una donna come Carolina, difficilmente il calcio femminile sarebbe ciò che sta diventando oggi.

Photo credits: Emilio Andreoli/Getty Images

Di Rebecca Valverde

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...