ESCLUSIVA ICF – L’agente Arkaitz Coca: “La Serie A ha un potenziale altissimo”

In esclusiva ICF, abbiamo intervistato Arkaitz Coca, uno dei maggiori agenti di calcio femminile in Spagna. Tra le sue assistite “italiane” gente come Conc, Bacic, Kulis e Lady Andrade. Tanti i temi trattati: dalla difficile situazione economica (e i suoi effetti), al semi-professionismo spagnolo.

l’intervista

Per cominciare vorrei chiederti di raccontarci la tua storia: come nasce la tua passione per le trattative?

Quando avevo 13-14 anni ero molto appassionato di calcio, soprattutto del calcio italiano. Sono sempre stato uno spagnolo atipico: ho sempre adorato il calcio italiano e la Nazionale azzurra, tanto è vero che ho dedicato alcuni tatuaggi al vostro calcio. A quell’età giocavo ad un videogame di gestione calcistica: trattative, tattica, contratti di sponsorizzazione… Mi piaceva talmente tanto che dissi: “Devo fare questo nel mio futuro, dopo la scuola.” Così, finiti gli studi, sono andato a New York per seguire un MBA in Sport Management. Tornato in Spagna, ho deciso, con un mio amico, di aprire un’agenzia di calcio femminile – ora ha 10 anni e si chiama iFootballPro. Da 4 anni il mio socio ha deciso di dedicarsi alla famiglia e l’agenzia è diventata solo mia. Tra 2 mesi la chiuderemo – sei tra i primi a saperlo – e apriremo, assieme alla mia partner Carlota Planas – una delle migliori per contratti di sponsor nello sport femminile, una nuova agenzia di altissimo livello con grandissimo investimento.

Qual è il vostro obiettivo, a livello di agenzia?

Adesso siamo un’agenzia leader in Spagna, tra le prime del Paese. Con la nuova agenzia – di cui non posso ancora svelare il nome, il nostro obiettivo diventa quello di arrivare nella top 3 in Europa. Se il presente del calcio femminile è in America, crediamo che il futuro possa davvero essere in Europa, per quello abbiamo deciso di investirci moltissimo.

Quali servizi fornite, più nello specifico?

Con iFootballPro facciamo gestistione sportiva come procuratori: riusciamo a gestire l’atleta a tutto tondo grazie all’aiuto di collaboratori. Con la nuova agenzia, invece, faremo tutto noi, senza collaboratori.

Che ne pensi del movimento femminile italiano?

Sebbene abbiamo già qualche giocatrice in Italia, vogliamo portare ancor di più il nostro business nel Bel Paese, perché il movimento sta crescendo molto. Credo che il campionato femminile italiano abbia le potenzialità per diventare uno dei migliori al mondo: questo grazie all’arrivo di squadre maschili blasonate come Inter, Milan, Juventus, Fiorentina, Roma e -presto- Napoli, Lazio. L’Italia è un bellissimo Paese, così come la Spagna: questo è un fattore determinante nelle scelte delle giocatrici… Per noi agenti è piu facile indirizzare le giocatrici verso nazioni come queste, piuttosto che verso l’Estonia, la Finlandia o la Lituania, per fare degli esempi.

Potresti spiegarci meglio come funziona il semi-professionismo, ottenuto dalle calciatrici spagnole quest’anno?

In Spagna tutti i club – tranne Barcellona, Real Madrid e Athletic Bilbao – fanno parte di un’associazione. Questa ha il compito di gestire le relazioni con gli sponsor, e non solo. Ad esempio, per i diritti tv, vengono pagati in totale tre milioni di Euro, i quali vengono equamente divisi tra le 16 squadre. La squadra, inoltre, di casa può trasmettere le partite sui propri media.

A febbraio, dopo mesi di proteste, si è raggiunto minimo salariale, valido per la Serie A, di 12 mila Euro se la giocatrice lavora al 75% per la squadra, e di 16 mila se la giocatrice lavora al 100% per la squadra. Per i top club – come Real, Barcellona e Atletico Madrid – è logico che gli stipendi sono più alti. Se succedesse la stessa cosa in Italia sarebbe grande passo: in Spagna non c’è possibilità di pagare meno di 12 mila Euro, nemmeno a panchinaro. Infine, se una giocatrice è incinta resta sotto contratto, come se fosse infortunata, e riceve lo stesso stipendio, o una cifra molto simile, pagata in parte dal club e in parte dallo Stato

Come stai vivendo questa difficile situazione?

Per me questa è la situazione perfetta per lavorare: tutti sono reperibili al telefono, stando a casa, senza viaggi, spostamenti, alberghi, treni, eccetera… Il problema è che molti club, a seguito di questa crisi, avranno meno soldi per pagare: parecchi milioni stanno andando in fumo e i budget, il prossimo anno, saranno ridotti, soprattutto nel femminile. I top club resteranno a galla, ma i piccoli club rischiano grosso… Situazione difficile, economicamente parlando, si rifletterà anche sul mercato: in estate prevedo molti scambi, prestiti e, soprattutto… milioni di chiamate! (ride, ndr)

di Luca Bendoni (parte prima)

Grafica di: Isabella Lamberti

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