Empoli, Prugna: “Vi racconto la mia laurea in videochiamata”

La centrocampista dell’Empoli Cecilia Prugna è una delle tante studentesse ad essersi laureate ai tempi del Covid19, ossia in maniera telematica. Lo racconta a Tuttosport, queste le sue riflessioni:

LAUREA – «Inizialmente ero dispiaciuta, ma è stata comunque una bella esperienza. La tesi l’ho discussa in videochiamata con professori e commissione. Nella stanza con me, a casa, c’erano i miei genitori che a loro volta hanno videochiamato amici e parenti per farli assistere. Mi sono laureata al Dams (Disciplina delle Arti, della Musica e dello Spettacolo, ndr) con una tesi dedicata a David Bowie, il mio artista preferito. Mi ha appassionata come musicista e sono sempre stata combattuta fra attrazione e avversione perché non sempre ho capito tutti quei cambiamenti».

CARRIERA – «Sono sempre stata nella stessa realtà e praticamente nella stessa squadra, nel Castelfranco che poi è diventato Empoli. Mi trovo benissimo con lo staff e con l’allenatore che non è cambiato. Ogni tanto penso a come sarebbe un cambiamento totale: un po’ mi spaventa, ma dall’altra parte mi incuriosisce. Sono molto legata al mio allenatore, Alessandro Pistolesi, che mi ha fatto esordire in prima squadra a 14 anni, dandomi fiducia e facendomi crescere».

LEADER «Non mi definisco leader dell’Empoli perché è Di Guglielmo la nostra leader, ma
credo di essere una colonna portante dato che conosco bene l’ambiente»
.

RIFERIMENTI – «Il mio idolo è David Beckham: da piccola guardavo sempre i suoi video, è un giocatore dotato di grande intelligenza. Nel calcio femminile ammiro molto Manuela Giugliano e Valentina Cernoia, sono le centrocampiste con più qualità, hanno numeri e una marcia in più. Il mio punto di riferimento è Giulia Orlandi, che è stata con noi nella prima stagione in A».

RICORDI STAGIONALI«Prima dello stop stavamo disputando una buona stagione al di sopra delle aspettative. Il riconoscimento più grande è stata la convocazione nell’Under 23. I momenti più belli di questa stagione sono stati due: la vittoria a Milano contro le rossonere e l’esordio al Castellani contro la Juventus, è stato un onore aver potuto giocare in quello stadio. Quest’anno ho realizzato sei reti, e sono molto legata a quella contro il Tavagnacco che è stata importante in chiave salvezza»

SCARAMANZIA – «Anche io ne ho una: prima del calcio di inizio mi abbasso, tocco le scarpette e penso a tutte le persone che mi hanno permesso di essere lì. In più mi lego un nastro bianco intorno al polso».

di Andrea Caucci Molara

Photo credit: @EmpoliLadies on Instagram

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