ICF – 30 anni di Girelli, 30 anni di gol: auguri Cristiana!

Tirar fuori ciò che sta in profondità, è un’attività che purtroppo si fa raramente.
Siamo pieni di un sacco di persone impegnate a fare chissà che cosa, e che non hanno più occasione di parlarsi di quello che sta nell’anima e nel profondo.
Ci starebbe di più una comunanza su temi più importanti, cioè quelli che ti danno una gioia o un dolore. Quelli che ti toccano dentro, e ti espongono di più la dove la sensibilità è più sviluppata.

Cristiana Girelli libera uno spazio intimo che gioca ancora a nascondino e cerca di fare tana libera tutti per rivelarsi; libera un sentimento, un’emozione con ciò che ha a che fare con lo stare al mondo, che ha a che fare con il sentire.
Ed è proprio il verbo sentire che scatena anche un senso di un’appartenenza. Non mi riferisco al sentire con le nostre orecchie, ma al sentire come fosse un’attività più confidenziale, introspettiva e riservata.

Il sentire che il nostro stomaco percepisce non appena si avverte che qualcosa di bello sta per accadere; quello che fa Cristiana, in sostanza, è rappresentare lo stare insieme.
Ed i suoi gol, che appaiono tutti quanti con la loro bella presenza, non sono altra cosa di lei.
Sono solo un ingrediente del nostro piatto preferito; sono la parte che più si manifesta ed appare. In qualche modo non c’è un solo canale di comunicazione; ci sono molte, svariate e caleidoscopiche modalità per entrare in comunicazione con gli altri.

Ed i suoi gol fanno compagnia, rappresentando una piccola ipotesi contro la monotonia.
Se ne contano almeno 190 con le maglie di Bardolino Verona, Brescia e Juventus; 40 con la maglia azzurra della nazionale.
Una carriera iniziata a Nuvolera, vicino casa nella squadra presieduta dal padre dove era la capitana della banda, nonostante fosse l’unica femmina in squadra.
Me la immagino così: già dispettosa e solare, sempre pronta a fare qualche marachella alla Gama o alla Sabatino di turno.

Nell’estate 2004 fa il salto e si trasferisce nel Bardolino Verona; per lei è la prima squadra tutta al femminile.
Per sua stessa ammissione l’adattamento iniziale fu un pochino difficile per via del forte legame che aveva con i compagni di squadra a Nuvolera.
Nella città di Romeo e Giulietta vince 10 trofei: 4 scudetti, 3 coppe Italia e supercoppe Italiane.
Con le Scaligere si toglie anche la soddisfazione di raggiungere la semifinale di Champions League, evento unico per il calcio femminile Italiano.

Nel 2013 si avvicina a casa, e torna a Brescia. Passa 5 stagioni con le leonesse, ed inizia a fare quello che preferisce, ovvero segnare con regolarità.
Nella seconda stagione ne segna 31 tra campionato e coppe. I trofei con la maglia bianco-blu sono 8, 2 campionati, 2 coppe Italia e 4 supercoppe Italiane.

Il 2 luglio 2018 corona il sogno di una vita ed accetta la chiamata della Juventus, dove ritrova gran parte delle amiche e compagne che aveva al Brescia. La storia d’amore con la Juventus parte da lontano, da quando, per sua stessa ammissione, aveva il poster di Del Piero in camera, ed ammirava Baggio vicino casa al Rigamonti.

In nazionale Cristiana non è da meno, anzi. 40 perle; le più luminose e preziose quelle 3 rifilate alla Giamaica all’ultimo mondiale di Francia 2019.
A lei c’è solo da dire grazie. Grazie perché col suo sorriso unisce e fa avvicinare a questo sport bambini e bambine che ora esultano come lei, con un occhio mezzo vuoto e un occhio pieno per dirla alla Ligabue.

Grazie, Buon compleanno Cri. Tanti auguri
Altri 190 di questi gol
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di Matteo Cassina

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