Esclusiva ICF – Ravenna, Copetti: “Siamo un gruppo che non molla mai” (1)

In esclusiva ICF, abbiamo avuto il piacere di intervistare Matilde Copetti, attuale portiere del Ravenna Women che si trova ad occupare il quarto posto del campionato di Serie B, posizione conquistata nel corso di una stagione andata sempre di più in crescendo. Nel suo Palmares due Coppe Italia conquistate durante il suo periodo a Tavagnacco dove è cresciuta fin dalle giovanili. (Parte Prima)

L’intervista

Ciao Matilde, innanzitutto come hai iniziato a giocare a calcio?
La mia storia è un po’ strana, sono probabilmente l’unica ad essere stata costretta dalla madre (ndr ride). Giocavo alle elementari nel cortile della scuola ma non pensavo di farlo come sport. Poi un giorno mia madre mi ha iscritto a una squadra e da lì non ho più smesso.


Come sei arrivata a coprire il ruolo di portiere?
Totalmente a caso. Nella mia squadra non c’era un portiere perchè nessuno lo voleva fare, quindi facevamo a giro. La volta che è toccata a me mi hanno tirato un sacco di palloni addosso ma pensavano che fossi stata brava io a pararli e mi hanno messo tra i pali.
All’inizio non mi piaceva molto ma una volta imparate le basi è un ruolo che non lasci più, è molto particolare.


Per il Ravenna questa è stata una stagione altalenante. Secondo te sarà però utile per crescere a fare molto bene l’anno prossimo?
La speranza è questa. L’anno scorso è stato un anno zero per la società, una squadra nuova che però ha fatto una stagione favolosa perché c’era un’atmosfera di novità fantastica. Quest’anno invece è l’anno di ripartenza vero e proprio per la squadra, per cui c’era bisogno di trovare la giusta strada. Siamo comunque una squadra che meritava di raccogliere un po’ di più in certe occasioni ma è mancata un pizzico di esperienza. L’anno prossimo con qualche innesto possiamo toglierci molte soddisfazioni senza dubbio.


Il Ravenna è la miglior difesa del campionato. Qual è il punto di forza del reparto difensivo?
In difesa ci siamo trovate molto bene. Ci teniamo particolarmente a questo dato, ne siamo molto orgogliose. Difendiamo tutte insieme, anche gli altri reparti sono pronti a tornare per darci una mano. Poi dietro abbiamo tutte una grande intesa, Alice Greppi comanda davvero molto bene e le altre ragazze la seguono. C’è una grande coesione tra tutte noi.


Fuori dal campo hai definito il Ravenna come un gruppo sereno e molto unito. Invece in campo tirate fuori una grinta incredibile.
Si è una nostra caratteristica che ha inizio anno ci è mancata un po’ rispetto alla scorsa stagione. Poi dopo le prime giornate è tornata ad essere la caratteristica che ci contraddistingue, quella voglia di continuare a combattere e non mollare mai. La grinta e la testa fanno più di molte altre cose.


Qual è stata l’attaccante in questa stagione che ti ha messa maggiormente in difficoltà?
Ti dico Despoina Chatzinikolaou del Napoli. Non la conoscevo per niente ma è stata in grado di stupirmi davvero tanto, è davvero molto forte. Ma come lo è anche Raffaella Barbieri. Mi piace molto anche Alessia Rognoni, un’ottima giocatrice.


Come ti prepari nel momento in cui ti trovi a dover cercare di parare un rigore? Preferisci vincere il duello dagli 11 metri o togliere il pallone dall’incrocio dei pali dopo un tiro dalla distanza all’ultimo minuto?
Dipende. Se conosco la rigorista mi guardo i rigori che ha tirato e unisco allo studio il mio istinto. Spesso è un mix tra queste cose insieme a un pizzico di fortuna. Io personalmente preferisco parare il tiro negli ultimi minuti, è segno dell’essere riuscita a rimanere concentrata per tutta la partita senza mai distrarti.


Il ruolo del portiere è quello che viene maggiormente punito se ci si distrae in campo. Serve sempre essere mentalmente in partita qualsiasi cosa accada.
Ci sono un sacco di portieri diversi. C’è chi parla tutto il tempo proprio per aiutarsi a rimanere concentrato. Io cerco di immedesimarmi nell’azione che sto vedendo per restare dentro al gioco anche se magari non ho toccato palla per 80 minuti. Anche perché spesso ci si trova a stare fermi a combattere contro il freddo, la pioggia e il vento.

Di Mattia del Giudice

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