ESCLUSIVA ICF – Chievo, Bertolotti: “Sogno la Serie A. Vi racconto la mia laurea online”

NASCE LA RUBRICA ICF SERIE B, CON L’OBIETTIVO DI RACCONTARE L’AMBIENTE SERIE B FEMMINILE. COME FARLO? INTERVISTEREMO UNA GIOCATRICE PER OGNUNA DELLE 12 SQUADRE DEL CAMPIONATO. OGGI A RACCONTARSI E’ GIORGIA BERTOLOTTI, CENTROCAMPISTA DEL CHIEVO FORTITUDO MOZZECANE

In esclusiva ICF, per la nuova rubrica ICFSerieB, abbiamo avuto il piacere di intervistare Giorgia Bertolotti. inizia la sua carriera tra le file della primavera del Brescia per poi giocare la sua prima stagione in Serie B con la maglia del Caprera. Adesso per Giorgia è la seconda esperienza al Mozzecane con cui sta disputando un buon campionato di seconda categoria con la squadra.

l’intervista

Come nasce la tua passione per il calcio?
È iniziata un po’ per caso, nel parco sotto casa. Dopo pomeriggi che guardavo i bimbi maschi giocare, mi hanno invitato a provare con loro. Non facevo altro che correre, senza beccare mai la palla. Però mi divertivo e questo mi spinse ad iscrivermi alla scuola calcio del mio paese, insieme ai miei amici. Mio papà ha sempre giocato a calcio quindi ha subito supportato questa mia decisione, anche mia mamma mi ha assecondato fin da subito, mettendo la mia felicità al primo posto. Sotto questo punto di vista sono stata molto fortunata, perché quando non sei ancora autonoma avere dei genitori disposti a fare dei sacrifici per farti inseguire il tuo sogno, anche a 50 km da casa, vuol dire tanto.

La stagione del Chievo non ha fin da subito rispettato le attese ma nelle ultime partite c’è stato un crescendo. Cosa è cambiato?
Quando siamo partite eravamo cariche a mille, ma con l’inizio del campionato c’è stato qualche passo falso, inaspettato, che ci ha fatto un po’ riflettere. Così ci siamo parlate, cercando di tirare fuori le difficoltà che avevamo riscontrato, e siamo ripartite più forti di prima. Nelle ultime partite stavamo esprimendo un buon gioco, segnavamo regolarmente e spesso arrivavano anche i 3 punti. Eravamo in un bel periodo, sia sotto il profilo atletico che sotto il profilo mentale, peccato per questo stop.

Nello spogliatoio c’è una compagna con cui hai legato maggiormente?
Diciamo che siamo davvero un bel gruppo, mi trovo bene con tutte e forse anche il mio carattere mi aiuta in questa cosa. Non riuscirei a scegliere una persona in particolare, credo che solo tutte insieme siamo davvero noi, quindi dico tutte, nessuna esclusa.

Quali sono i tuoi obiettivi personali dentro e fuori dal campo?
Dentro al campo il mio primo obiettivo è sempre quello di riuscire a divertirmi, staccare la spina dagli altri pensieri e sfogarmi. Non nego che mi piacerebbe molto provare qualche esperienza anche nella massima serie. Fuori dal campo, invece, mi piacerebbe intraprendere una carriera nell’ambito del marketing e della comunicazione.

Hai un idolo calcistico a cui ti ispiri?
Da piccola amavo Gattuso, “Ringhio”, per la sua grinta e determinazione. Il suo spirito da combattente mi ha sempre affascinato, se devo pensare a delle giocate di classe, invece, ammiro sicuramente Messi.

Come stai vivendo questo periodo di quarantena?
Direi bene, innanzitutto perché sia io che la mia famiglia per ora stiamo tutti bene, che è la cosa più importante. Inoltre, vivendo da sola, pensavo che in tutto questo tempo mi sarei annoiata, visto anche il fatto che prima della quarantena le mie giornate erano davvero frenetiche e piene. Quindi, di colpo, passare ad avere 24 ore al giorno libere a casa mi ha un po’ destabilizzato. Devo dire però che mi sono adattata bene, non mi annoio quasi mai. Le prime settimane le ho dedicate soprattutto alla stesura della tesi per la laurea, mentre il restante tempo l’ho passato allenandomi, cucinando e rilassandomi anche un po’.

A proposito di tesi, congratulazioni per la recente laurea. In quale facoltà hai raggiunto questo risultato e com’è stato farlo online da casa?
Ho concluso il mio percorso di studi, laureandomi in Marketing e Comunicazione all’Università degli Studi di Bergamo, con votazione 100/110. Sono molto soddisfatta di questo traguardo, frutto di tanto impegno e organizzazione tra studio, lavoro e calcio. Laurearsi da casa e davanti ad un computer non è la stessa cosa di una discussione ed una proclamazione in Ateneo, tra le persone che più ti stanno a cuore. Devo dire, però, che nonostante ciò è stata davvero una grande emozione, ho sentito l’affetto di tutti i miei familiari e degli amici più cari, forse in modo ancora più accentuato. Sono davvero contenta e ringrazio chiunque abbia contribuito a rendere così speciale questa giornata.

La figura del procuratore sta assumendo sempre più importanza nel mondo del calcio femminile, ci racconteresti il tuo rapporto con il tuo procuratore?
Sì, ultimamente si sente sempre più parlare di queste figure anche nel mondo del calcio femminile. Io personalmente mi ritengo molto fortunata, perché ho trovato una persona sempre molto disponibile e presente. Credo che la presenza costante sia un fattore essenziale, perché dimostra che ciò che è al primo posto è il benessere della giocatrice. A mio parere un procuratore deve trasmetterti fiducia ed io sono sicuramente soddisfatta anche sotto questo aspetto.

Di Mattia del Giudice e Valeria Silvestri

Fonte foto: Calcio in rosa

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