ESCLUSIVA ICF – Perugia, Bayol: “Portiere come Barthez. Perugia esempio per il settore giovanile”

In esclusiva ICF, per la rubrica ICFSerieB, abbiamo avuto il piacere di intervistare Marie-Océane Bayol, portiere del Perugia Women. Dopo le esperienze in Francia e Spagna, ora é in Italia ed è il capitano delle Umbre. Della sua Perugia ama la natura sempre a due passi ed il cibo.

l’intervista

Il ruolo del portiere è da sempre carico di responsabilità. Cosa ti ha spinto a metterti i guantoni?

In realtà è capitato per caso. Ho cominciato come giocatrice di movimento con i ragazzi. Ad un torneo estivo mancava il portiere e nessuno voleva andare in porta. Ci andai e ci rimasi. A 6-7 anni, probabilmente non sentivo tanto quella responsabilità. Mi piaceva stare in porta, tuffarmi, mi divertivo. Il senso di responsabilità è arrivato più tardi.

Avere delle figure di riferimento spesso aiuta per conoscersi meglio.
Nell’arco della tua vita da sportiva, hai per caso avuto una figura che ti ha particolarmente ispirato?

Forse questo per certi versi mi è mancato. Da piccola ero una grandissima fan di Fabien Barthez, però le prime figure con cui mi sono identificata sono state le ragazze della prima squadra quando sono arrivata al Monaco, la prima società femminile in cui ho militato. Sono stata particolarmente colpita dal nostro portiere che era molto forte e aveva un bel carattere. Considera che avevo 13 anni e che non avevo mai visto un altro portiere donna prima!

Ricordo anche il portiere norvegese Bente Nordby che vidi giocare contro la Francia. Bravissima! Più avanti ho avuto la fortuna di giocare con grandissime calciatrici e ho preso spunti qua e là sia a livello calcistico che caratteriale, ma non ho mai avuto un vero e proprio punto di riferimento.

Fare sport a livello nazionale è un impegno che porta via tempo e che richiede dedizione ed impegno. Cosa ti piace fare nel tuo tempo libero?

Eh già! Tra calcio e lavoro non me ne rimane tantissimo, però quando ho un po’ di tempo tutto per me, ne approfitto per leggere, visitare posti nuovi o tornare in quelli che mi sono piaciuti.

Il Perugia femminile è un esempio per come gestisce il suo settore giovanile e la scuola calcio. Riesce agevolmente a schierare formazioni giovanili di ogni età. Tu sei il preparatore dei portieri per la scuola calcio. C’è un particolare sul quale insisti per la formazione delle giovani calciatrici?

Effettivamente. Abbiamo ragazze per ogni categoria, dall’under 10 alla prima squadra, non è una cosa scontata! Per quanto riguarda i portieri, quest’anno ho allenato solo ragazzi. Dai 7 ai 14 anni, quindi gli aspetti sui cui lavorare variano molto da un portiere all’altro. In questa fascia di età l’aspetto ludico non può mancare, però penso sia necessario riuscire a canalizzare i ragazzi. Per questo chiedo loro la massima attenzione durante le esercitazioni. È forse questo l’aspetto su cui insisto di più. Da lì, è più facile lavorare su tutto il resto.

La crescita di una giovane calciatrice passa per tappe diverse da quella di un giovane calciatore. Data la natura dei due diversi corpi, è naturale che questi abbiano necessità di trattamenti diversi. Non credi che sia l’ora di sviluppare figure qualificate in questo campo, in modo che finalmente un’atleta femminile possa allenare le sue capacità al massimo potenziale?

Sarebbe sicuramente utile sensibilizzare gli allenatori o aspiranti allenatori su questo punto. Non si tratta di cambiare radicalmente il modo di allenare, ma di prendere in considerazione certe specificità. Per dire, conosco molte ragazze che hanno rotto il crociato tra i 16 e i 20 anni. Non so se succede anche nel maschile, ma forse con la giusta prevenzione e i giusti carichi di lavoro, tanti di questi interventi si sarebbero potuti evitare.
Il problema però è che ci saranno sempre più squadre che persone qualificate. E la difficoltà maggiore sarà quella di riuscire ad avvicinare le persone competenti al calcio femminile. Oltre questo aspetto, penso che per sviluppare il massimo potenziale, una ragazza dovrebbe anche avere la possibilità di scegliere liberamente lo sport che vuole praticare sin da piccola, in modo da poter sviluppare buone basi anche in giovane età.

di Matteo Cassina

foto: Perugia Calcio Femminile

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