ESCLUSIVA ICF – L’agente Sperandeo: “Che forte de Matteis. Non bisogna tornare in campo senza i mezzi”

Angelo Sperandeo è il fondatore della Group Sport Management, un’agenzia che da circa un anno si sta facendo spazio nel movimento femminile. Tra le sue assitite molte giovani promettenti, molte perle nascoste in Serie C e B e qualche giocatrice più esperta sui campi di Serie A, su tutte Laura Perin. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente e ci siamo fatti raccontare la sua storia in esclusiva.

l’intervista

Per prima cosa mi piacerebbe chiederti di raccontarci gli inizi della tua storia da agente: cosa è stato determinante nella tua scelta?

Sono sempre stato un appassionato di calcio, avendo anche giocato da ragazzino. Il calcio femmile mi ha colpito perché in questo movimento non c’è speculazione, si gioca spinti da tanta passione e non dal potere dei soldi. Le ragazze lottano su ogni pallone perché sanno che hanno una battaglia da vincere.

Quando e con quale obiettivo nasce la Group Sport Management?

La nostra agenzia è nata un anno fa, con l’obiettivo di essere in tre-quattro anni un agenzia di riferimento tra le migliori in italia. Ci teniamo ad accompagnare le giovani nella loro crescita crescita: attraverso i nostri servizi molte ragazze sono entrate a fare parte della nostra ‘scuderia’. Sono un agente a cui piace guardare aspetto umano: voglio fare il bene della calciatrice, e non le vedo come fonti di guadagno, ma come amiche – cerco sempre di costruire con loro un ottimo rapporto.

Quali servizi fornite, più nello specifico?

Ci occupiamo delle classiche cose da agenti, come stesure dei contratti e dei rinnovi, ma non solo: tuteliamo le calciatrici anche sul lato assicurativo. Collaboriamo con Unipol Sai e riusciamo a garantire alle nostre assistite polizze infortuni fatte su misura e la polizza inerente al piano pensionistico; inoltre, permettiamo alle atlete di assicurare anche i propri oggetti. Per le giovani mettiamo a disposizione un servizio di tutoring, soprattutto per quelle fuori regione, lontano da casa, che si occupa del lato extra-calcistico: dalla scuola, agli hobby, fino alle relazioni familiari e interpersonali.

Sulla crescita del movimento e il professionismo?

E’ evidente che il calcio femminile stia crescendo. I Mondiali hanno dato la spinta, portando un grande balzo in avanti. Sono favorevole al professionismo, ma ci vogliono una serie di componenti fondamentali: diritti tv e pubblicità, su tutti; sarebbe anche importante parlarne di piu in televisione o sui grandi quotidiani. Dico questo perché per mantenere il professionismo servono soldi: ogni giocatrcie costerebbe almeno 1600 euro al club, ogni mese, tra stipendio, spostamenti, eventuali alberghi e quant’altro.

Come si lavora in questa difficile situazione? Il mercato, anche parlando – più in generale – di calcio maschile, ne risentirà?

Ne risentiranno le società, senza dubbio. Questo perché molti club ora non sanno cosa aspettarsi dal futuro: non conoscendo la categoria in cui giocheranno l’anno prossimo, non sanno come muoversi sul mercato. Ne risentiranno anche le giocatrici: a molte il contratto scade a giugno, ma ancora né loro né i club sanno nulla sul da farsi. Quando chiamo le società mi dicono sempre che bisogna aspettare, prima di trattare.

Credi che il calcio femminile possa tornare per concludere questa stagione?

Penso di no. Dalle ultime novità vedo male anche la ripresa del maschile. Molte società non hanno strutture e fondi adatti per riuscire a rispettare le norme, garantendo la salute delle atlete. Secondo me, converrebbe fermare tutto e riorganizzare le cose al meglio per settembre.

Avendo in Serie B svariate giocatrici, credo proprio che tu stia seguendo il campionato: secondo te chi merita la promozione tra Napoli, Lazio e San Marino?

Meriterebbero tutte e tre: il Napoli perche ha un’organizzazione già da Serie A e un grande gioco; la Lazio merita per quanto ha raggiunto sul campo, ma mi piacerebbe ancor di più vedere nel massimo campionato il San Marino, per chi c’è dietro, perché sarebbe il trionfo di un’outsider e per il bel calcio espresso: hanno puntato su calciatrici che lo scorso anno non erano al top e le hanno rilanciate.

Chi, invece, dalla Serie C passerà in B, secondo te?

Meritano molto le capoliste di tutti e quattro i gironi. Il Como è una macchina da guerra; il Pomigliano ha stravinto da mesi, grazie anche a top player come Apicella, Vecchione e Galluccio; il Vicenza merita, da outsider; e, infine il Pontedera, una sorpresa dal bel gioco. Nello stesso girone mi sento, però, di menzionare anche il Riccione, al momento quarta in classifica: poteva essere la sorpresa del finale di stagione.

Per concludere: ti sentiresti di segnalarci 3 tue assistite non in Serie A che, per te, meriterebbero la massima categoria?

La prima che mi viene in mente è Matilde de Matteis, giocatrice dell’Empoli che oggi compie 18 anni (le faccio i miei più cari auguri), e che quest’anno ha segnato 18 gol in campionato; tra qualche anno, secondo me, la vedremo in un top club di Serie A. Poi cito Greta della Pria, del Real Meda, difensore centrale col vizio del gol. Infine Bianca Raicu, che lo scorso anno ha totalizzato una decina di presenze con il Chievo in A e che quest’anno sta giocando in prestito al Lecce. Ce ne sarebbero molte altre, ma mi fermo qui, dato che non voglio fare un torto a nessuna mia atleta

di Luca Bendoni

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