Confronto AIAC – Le parole di Elisabetta Bavagnoli

Sul sito dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio (A.I.A.C) c’è stata una interessantissima webinar di confronto con Elisabetta Bavagnoli – allenatrice della Roma, Attilio Sorbi – mister dell’Inter, Antonio Cincotta – allenatore della Fiorentina – ed Elizabeth Spina – direttrice del progetto Milan Femminile. In seguito troverete le parole della coach giallorossa Bavagnoli.

Come stai vivendo il periodo di quarantena?

Stiamo affrontando il momento con grande responsabilità, le calciatrici vengono monitorate tutti i giorni, per me sono delle eroine ad allenarsi in casa.

Betty ai tuoi tempi era molto diverso?

Quando giocavo io non c’erano molte giocatrici di talento come ora, ma la tempo non c’era tutto questo clamore. Nel passato i mister non erano competenti come ora, un tempo c’era molto meno spettacolo di ora 

E’ cambiato molto lo stile di allenamento rispetto ad una volta?

Ci sono stati dei cambiamenti radicali nel corso del tempo, una volta si marcava a uomo, ricordo che quando giocavamo con le nazionali più forti di noi, eravamo sempre uno o due scalini indietro, quello che è successo in questo momento è fantastico. Io sono una allenatrice al quale piace fare un gioco propositivo, ai miei tempi non era così.

I gesti tecnici come si differenziano dal maschile?

Credo che molto dipenda dalle nostre abitudini, per esempio una calciatrice che calcia il pallone, avrà meno forza di un uomo, ma non per questo il calcio femminile è brutto.

Come si allena un portiere nel calcio femminile?

Come detto prima le donne hanno un deficit di forza del 25% rispetto agli uomini, ad esempio se un uomo calcia da fuori il portiere attacca molto meglio lo spazio rispetto ad una donna, quello spazio che c’è dal punto di partenza della palla alla porta nel femminile è maggiore. Noi dobbiamo lavorare su quello spazio.

Sarebbe producente fare delle partite con i maschi?

Nella preparazione estiva abbiamo avuto delle difficoltà a fare degli amichevoli con delle squadre femminili del nostro livello. Quindi per mè sarebbe molto produttivo fare degli amichevoli con qualche squadra maschile.

Come i maschi hanno approcciato le amichevoli che avete giocato?

All’inizio erano scettici, poi quando hanno capito che le ragazze esprimono un ottimo calcio non si sono risparmiati e ci hanno affrontati come fossimo una qualsiasi altra squadra.

Betty, quando giocavi c’erano molti pregiudizi?

Quando ero più giovane i pregiudizi e i tabù erano molti, per fortuna sono molto combattiva e non mi perdo mai d’animo quindi me li sono sempre lasciati alle spalle.

Per un allenatore ci sono differenze di comportamento tra un maschio e una femmina? 

Per me allenare i maschi è più semplice, con le ragazze bisogna essere molto emotive e darle sempre una mano, oltre al fatto che le donne hanno una psicologia molto differnte dagli uomini.

di Pietro Fedon

Photo credit: Giuseppe Bellini/ GettyImages

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