ESCLUSIVA ICF – Roma Calcio Femminile, Cortelli: “Allenare le bambine una gioia. Che emozione giocare all’Olimpico!”

Capitano della Roma Calcio Femminile, Noemi Cortelli è una delle più grandi bandiere della squadra giallorossa: ci gioca dal 1999! Cresciuta sotto gli occhi dell’idolo romanista Bruno Conti, oggi, a 33 anni, è ancora intenzionata a giocare e spera, quando appenderà gli scarpini al chiodo, di proseguire il suo cammino nel calcio. L’abbiamo intervistata e ci ha raccontato la sua storia in esclusiva. (prima seconda ed ultima)

l’intervista

La carta d’identità segna quota 33 anni: stai pensando al tuo futuro dopo il calcio? Cosa ti piacerebbe fare? Vorresti restare nel mondo del pallone?

“Eh sì, ormai ci siamo quasi, ma finché il mio corpo e il mio spirito di bambina mi permettono di giocare non si molla! Da ‘grande’ mi piacerebbe restare nel mondo del calcio o comunque rimanere a far parte della Roma Calcio Femminile. Come? Come già, comunque, sto facendo. Infatti alleno le bimbe della scuola calcio, le più piccoline, e con loro mi diverto troppo perché sono simpatiche e sincere. Quello che passa loro per la testa lo dicono e fanno, ma hanno anche una gran voglia di imparare capire, chiedere! Fanno mille domande e si impegnano come fossero già delle grandi calciatrici; io cerco di trasmettere loro quello che ho vissuto e imparato da questo mondo meraviglioso. Da qualche anno, poi, faccio parte degli Insuperabili, una scuola calcio di ragazzi diversamente abili che ormai fa parte di me e della mia vita. Alleno quei ragazzi e vederli crescere, migliorare, stare bene e divertirsi insieme è ogni secondo una vittoria. I loro sorrisi e abbracci riempiono il cuore e non c’è niente che possa arricchirmi di più.”

Nella tua lunga carriera ti sarà, di certo, capitato di affrontare attaccanti fortissime: chi è quella che ti ha messo più in difficoltà?

“Sì, devo dire che ne ho affrontate parecchie, da Bonetti a Caccamo, da Sabatino fino a Patrizia Panico; penso che per esperienza forse Patrizia è stata quella più tosta da marcare.”

C’è una giovane giocatrice che rivedi in te?

Chiara Capitta: la mia copia giovane! Ci scherzo sempre con lei perché ogni tanto abbiamo gli stessi acciacchi. Dovrebbe essere il bastone della mia vecchiaia, ma alla fine ci ritroviamo a parlare del mal di schiena. Però Chiara, quando entra in campo, mi somiglia molto (da giovane ovviamente) come eleganza, grinta e quel carattere silenzioso, ma presente. Mi piace molto il suo modo di essere calciatrice, le auguro un futuro meraviglioso.”

Nello spogliatoio ti hanno soprannominata Candela, come l’ex difensore giallorosso: da cosa deriva questo nickname?

“Candela era (insieme a Totti) il mio calciatore preferito. In campo facevo il suo stesso ruolo. Le mie compagne mi hanno soprannominato Candela per la mia passione per lui e per il mio modo di giocare elegante quando correvo sulla fascia, senza mai sporcarmi, evitando gli avversari o anticipando l’attaccante senza bisogno di contrasti. Così me lo porto dietro da molti molti anni.”

Per concludere: qual è il ricordo più bello della tua lunga e ricca carriera?

“Ne ho tantissimi. Tra i ricordi più impressi nella mente, però, ne ho uno di tanti anni fa quando ricevetti l’ok da Bruno Conti (ex mister di mio fratello) per giocare a Trigoria sul campo di allenamento della prima squadra giallorossa il nostro derby che valeva il primato in classifica e che poi ci avrebbe permesso di vincere il campionato con due vittorie successive. Vittoria fu, 2-0, e grande festa finale. Una gioia indescrivibile!
Un’altra occasione unica e da farfalle nello stomaco è stato giocare all’Olimpico prima di una partita di coppa della Roma una partita amichevole contro la Lazio, con lo stadio pieno di tifosi a guardarci. Infine l’ultimo ricordo più bello e da batticuore tornare a calcare i campi del Tre Fontane per uno scontro ai quarti di Coppa Italia contro l’As Roma Women. Mi ha fatto tornare bambina, quando andavo a vedere mio fratello allenarsi e davo i primi calci al pallone. Il destino dopo molti anni mi ha riportato lì, come calciatrice a giocare la partita delle partite. Roma contro Roma. Capitan Bartoli contro capitan Cortelli, compagne di squadra in gioventù (Bartoli ha giocato 6 anni con noi) e ora avversarie a lottare per gli stessi colori e lo stesso unico grande amore, la Roma.”

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