ESCLUSIVA ICF – Roma Calcio Femminile, Cortelli: “Questa maglia un orgoglio. Bruno Conti mi ha vista crescere”

Capitano della Roma Calcio Femminile, Noemi Cortelli è una delle più grandi bandiere della squadra giallorossa: ci gioca dal 1999! Cresciuta sotto gli occhi dell’idolo romanista Bruno Conti, oggi, a 33 anni, è ancora intenzionata a giocare e spera, quando appenderà gli scarpini al chiodo, di proseguire il suo cammino nel calcio. L’abbiamo intervistata e ci ha raccontato la sua storia in esclusiva. (prima parte)

l’intervista

Chi è Noemi Cortelli in campo? E fuori?

“Non sono una ragazza a cui piace mettersi in mostra, anzi, sono una ragazza semplice a cui hanno insegnato dei valori e credo di far parte di una generazione dove il rapporto umano viene prima di qualsiasi altra cosa. In campo cerco sempre di dare il massimo per me per la mia squadra per i tifosi e per la maglia che rappresento. “

Come e quando hai iniziato a giocare a calcio? C’è stato qualcuno che ti ha spinto particolarmente?

“Diciamo che più che spingere non me lo hanno mai impedito, anzi la mia famiglia è sempre stata la mia prima sostenitrice. Ho iniziato perché calciatrici si nasce e poi perché i miei fratelli giocavano tutti a calcio. Quando ero piccolina andavo tutti i giorni a Trigoria o al tre fontane ad accompagnare con mamma mio fratello Ivano che andava ad allenarsi e così in mezzo a quei colori iniziai a dare i miei primi calci al pallone. Al Tre fontane, mi ricordo, nel prato davanti agli spogliatoi (in attesa di mio fratello) Quintini si fermava a giocare con me… e a Trigoria, tra un battimuro e l’altro, mi intrufolavo nella “gabbia” di legno con le porticine e giocavo lí, con Bruno Conti che mi ha vista crescere praticamente. E da lì, insomma, divenni sempre la prima ad essere scelta quando facevamo le partite di quartiere, unica femminuccia tra tutti maschietti!”

La Roma come scelta di vita: dal 1999 indossi i colori giallorossi – tranne per una piccola parentesi. Cosa significa per te questa maglia?

“Ricordo ancora quando smisi di giocare con i maschi perché ad una certa età, poi, devi smettere, non puoi continuare a giocare in una squadra maschile! Ma con le ragazze non volevo proprio andarci. Avevo tutti amici maschi perché li reputavo più sinceri e schietti e senza sotterfugi, quindi non potevo pensare di finire in una squadra femminile, non mi sarei sentita a mio agio.
Un pomeriggio, però, ero a giocare con i miei amici nel campetto di terra e il mio mister della maschile mi disse che sarebbe andato ad allenare la Roma Calcio Femminile e voleva a tutti i costi che andassi un giorno a provare.
Alla fine mi convinse e da quel giorno è iniziata questa avventura meravigliosa. Sono più di 20 anni che indosso questi colori. Roma, la Roma per me sono fonte di orgoglio e indossarne i colori è qualcosa che mi mette i brividi ogni volta che scendo in campo o che devo parlarne. Non so spiegarlo a parole. Mi emoziona, mi commuove, mi fa arrabbiare e mi fa gioire. Poter indossare questa maglia per me è l’orgoglio più grande.”

Rappresenti la Roma Calcio Femminile come capitano: che valore ha per te la fascia?

“Come dicevo prima, a me non piace essere sotto i riflettori… anzi! Io sono sullo stesso piano di tutte, mi confronto, ascolto e cerco sempre di infondere tranquillità e serenità al gruppo. Indossare la fascia per me è un grande onore, ma cerco di far prevalere sempre il gruppo più che la mia individualità. Le mie compagne sanno che per loro io ci sono sempre, dentro e fuori dal campo e questo credo sia apprezzato da tutte loro. Non sono una che fa discorsoni o che dice le frasi d’effetto prima di scendere in campo, sono un capitano abbastanza silenzioso, ma sicuramente la passione per quello che faccio viene sentita e assorbita da tutti.”

Potresti raccontarci l’ambiente Roma Calcio Femminile, tu che lo vivi da anni?

La Roma Calcio fem. è una famiglia prima di tutto e forse è questo quello che ci contraddistingue. Noi ragazze siamo sempre lì a confrontarci e supportarci, dentro e fuori dal campo. Ci piace stare insieme e quello che mi ha impressionato di più è che in questa società prima di tutto abbiamo sempre creato un gruppo unito che si stima e si dà forza, sempre pronto a rialzarsi. Questo è merito sì delle ragazze, ma anche della Società che prima di tutto ha sempre scelto le ragazze prima come persone poi come calciatrici. La Roma Calcio Femminile è la storia della capitale..da 55 anni vestiamo e onoriamo questi colori e anno dopo anno abbiamo creato il calcio femminile a Roma. Fondatori e sognatori della prima scuola calcio. Sogno che è diventato realtà soprattutto negli ultimi anni contando oltre 130 bambine iscritte alla nostra scuola calcio.
Alle piccole cerchiamo di trasmettere tutte le nostre competenze e i nostri valori per vederle un giorno indossare la maglia di una prima squadra o della nazionale.”

di Luca Bendoni e Pietro Fedon

Photo credit: Roma Calcio Femminile


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