ICF AMARCORD – Le Mrs. Graham’s XI, la prima squadra femminile al mondo

Siamo in Scozia, a Edimburgo, più precisamente, nel 1881 e il calcio femminile muove letteralmente i suoi primi passi. La prima partita di calcio femminile al mondo si disputa il 9 maggio e segna l’inizio di qualcosa che all’epoca era poco più di un’idea.

La pioniera di questa avventura è Helen Matthews, nata intorno al 1857, a Montrose, convinta sufragetta, grande appassionata di calcio. La spinta che la porta a provare a creare una squadra femminile risale a una giornata particolare. Dopo aver assistito a un match tra Scozia e Inghilterra allo stadio The Oval di Londra, Helen decide che è tempo di dar sfogo al suo amore per il pallone in modo più attivo.

Recluta amiche e conoscenti e non solo e comincia a organizzare una squadra. I tempi non sono maturi, tanto che molte giocatrici, lei compresa, si devono scegliere degli pseudonimi per poter giocare tranquillamente senza incorrere in minacce o ostacoli da parte di parenti e datori di lavoro.

La Matthews, d’ora in poi nota come Mrs Graham, portiere della sua formazione, organizza un incontro fissato per il 9 maggio a Edimburgo, allo stadio Easter Road. La partita viene annunciata come internazionale, dato che le due squadre rappresentano Scozia e Inghilterra. Il pubblico non è molto, ma il match è stato vivace e divertente, quindi ci si impegna a replicare.

Il 20 maggio 1881 le stesse due squadre si incontrano ancora, ma a Glasgow, davanti a cinquemila spettatori. Purtroppo, però, il successo della prima sfida non si ripete. Al 55′ si deve interrompere il gioco, per colpa di una violentissima invasione di campo durante la quale le giocatrici vengono aggredite, picchiate poi inseguite anche fuori dal campo, solo perché il calcio è ritenuto uno sport non adatto e disdicevole per le donne.

Malgrado ciò, Helen e le sue compagne provano a organizzare altre partite, ma quasi tutte vengono sospese dopo pochi minuti per episodi simili a quelli del 20 maggio. La stampa sguazza nelle polemiche, sparlando degli abiti che le donne indossano per giocare – a tratti definiti troppo maschili, a tratti additati come troppo provocanti – criticando lo stile ancora acerbo del gioco, ma imputandolo solo alla naturale incapacità delle donne di applicarsi al calcio e non all’inesperienza, e facendo lavoro di copertura di ogni possibile notizia positiva riguardante quella nuova branca del football, non perdendo ovviamente occasione di sottolineare l’inaudita violenza scatenata nel pubblico e nell’intera società da queste partite.

Proprio per colpa di questi picchi di violenza, il calcio femminile viene vietato in tutta la Scozia, ma Helen non si lascia smontare. Si trasferisce in Inghilterra, cercando giocatrici tramite inserzioni sui maggiori giornali, a cui rispondono ben trenta ragazze, e così fonda il British Ladies Football Club assieme a Nettie Honeyball (pseudonimo, forse, di Mary Hutton). Alla prima partita, il pubblico è composto da circa dodicimila spettatori, ed è, tutto sommato, un successo. Il valore di questa iniziativa, nell’Inghilterra di fine ‘800, ha anche una pesante valenza politica: le Sufragette, che chiedono eguali diritti elettorali e sociali tra uomini e donne, fanno di questo germoglio di calcio femminile un motivo d’orgoglio e un simbolo.

Mrs Graham lascia la squadra nel 1896. Nello stesso anno, riesce a combinare un piccolo torneo in cui avrebbe partecipato con il suo team originario – le Mrs Graham’s XI – contro alcune squadre scozzesi maschili.

Alla prima partita, giocata contro l’Irvine, Helen si rimedia un ematoma periorbitale, ma continua a giocare, guadagnandosi il rispetto degli avversari, nonché rafforzando la leadership che già ha presso le compagne di squadra. I tempi, però, erano ancora molto incerti, e, per avere un’idea della difficoltà e della delicatezza di quello che Helen stava portando avanti basti pensare a una cosa: Mrs Graham ebbe il coraggio di divulgare la sua vera identità solo nel 1900.

Figlia di un’Inghilterra che si stava preparando alla modernità, ma che ancora riecheggiava l’epoca Imperiale, l’epoca Vittoriana, gli ampi vestiti da passeggio e gli intrighi matrimoniali resi epici da Jane Austen, la Mrs Graham’s XI aveva letteralmente scavato la prima breccia in un muro al quale fino a quel momento non si era nemmeno pensato di dare la scalata. Durante la Grande Guerra, sempre l’Inghilterra regalerà altri episodi chiave della storia del calcio femminile, ma questa è un’altra storia…

di Rebecca Valverde

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