ESCLUSIVA ICF – Pisani: “La mia laurea da sogno in America come studentessa-calciatrice”

Si è laureata pochi giorni fa con il massimo dei voti alla East Tennessee State University (ETSU) ed oggi ci ha raccontato la sua storia in esclusiva. Elena Pisani, difensore centrale della Nazionale U23, ha salutato ufficialmente l’università americana, con cui giocava – con la fascia da capitano al braccio – e studiava, ed oggi si affaccia al futuro tra calcio e libri di testo.

l’intervista

Come sei entrata in contatto con la ETSU?

Sono entrata in contatto con la ETSU attraverso il calcio. Giocavo il Torneo di La Manga con la Nazionale U19. Il mister della squadra dell’università faceva parte della delegazione degli USA, mi ha notata e contattata su Facebook. Da lì poi è nato tutto.

Cosa hai pensato, in quel momento, e cosa hanno pensato i tuoi genitori?

Io pensato subito ‘vado!’. Ho riflettuto da subito sull’aspetto calcistico, l’America è sempre stato un sogno sul piano del gioco. Ho pensato anche che in Italia sarebbe stato difficile giocare e studiare, portando avanti entrambe le cose ad alti livelli, contemporaneamente. In USA invece è un’altra cosa, ti permettono di farlo: per questo ho pensato fosse perfetto. Anche i miei erano molto felici, sia dal punto di vista accademico, che da quello sportivo: mi avevano offerto una borsa di studio da 45 mila Euro l’anno come studentessa-calciatrice!

Com’è giocare, vivere, studiare in un college americano? Che aria si respira?

E’ stupendo… un sogno! Per la spensieratezza e la serenità sembra di vivere in un mondo parallelo! C’è un grande senso di comunità: ti senti parte di una famiglia, il college. Da atleta condividi tante emozioni con gli altri atleti. Vedi tutti faticare, non sei solo, e questo ti motiva. Ogni giorno si lavora spronati dal “dovere non scritto” di tenere alto il nome dell’università: il livello sportivo del college, in America, pesa molto.

Con la maglia e la fascia della ETSU, hai vissuto tantissime esperienze: qual è il tuo più bel ricordo in campo?

In questo momento ti direi quando, al mio terzo anno, abbiamo battuto le nostre più grandi rivali per 2-1 ai quarti e le abbiamo sbattute fuori dal torneo! Contro di loro è sempre un bagno di sangue… Erano talmente frustrate che, mentre una mia compagna proteggeva palla alla bandierina – nei minuti finali, l’anno stesa con un calcione; quella scena mi ha ricordato il celebre scontro tra Totti e Balotelli.

Parlando di studio, ti sei appena laureata…

Sono molto orgogliosa di dire che mi sono laureata in Ingegneria Biomedica… e con la lode! Quando sono andata in America volevo fare fisioterapia, ma lì fisioterapia è un dottorato (una specializzazione post-univeristà), non una facoltà. Quindi, non sapevo cosa fare e Bea (Beatrice Abati, ex Inter, ora alla ETSU – ndr), arrivata qualche tempo dopo di me, mi ha convinto con Ingegneria Biomedica. Adesso sto completando un’applicazione al Politecnico di Milano per vedere se mi verrà riconosciuta la laurea americana per fare la specializzazzione in Italia. Ho trovato che i primi due anni siano stati poco impegnativi, il terzo molto e il quarto (l’ultimo) davvero tanto: non avevo mai tempo libero! In America ci si concentra molto sulla pratica e meno sulla teoria: spendevo molto tempo in laboratorio. E’ un po’ come nei film e nelle serie tv che vediamo in Italia…

Come pensi di affrontare il prossimo anno? Hai intenzione di andare all’estero, oppure resterai in Italia?

Dal punto di vista accademico, mi iscriverò, senza alcun dubbio, in un’università italiana per la specializzazione, al Politecnico di Milano o a quello di Torino. Farò l’università in Italia indipendentemente da dove giocherò. Al momento, vista la situazione, credo resterò in Italia e mi viene da dire purtroppo, perché sognavo di giocare all’estero. Comunque ancora tutto è incerto…

Per concludere: cos’era per te l’America prima di questa avventura?

Era un sogno, prima di tutto. Un posto da scoprire, sia culturalmente, sia sul campo, sia sui banchi di un college. Me la immaginavo solo dai telefilm che avevo visto e alimentavo la mia immaginazione sognando.

E cosa sarà d’ora in poi, conclusasi quest’esperienza?

Sarà una parte fondamentale della mia vita, che racchiude tante emozioni profonde. Emozioni che non immaginavo di provare in quest’esperienza. Sarà un insieme di tantissimi ricordi. E sarà una parte di vita distaccata da tutto il resto: come ti ho già detto, mi è sembrato di vivere in mondo parallelo, distaccato… unico!

di Luca Bendoni

Photo: @ElenaPisani23 on Instagram

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