ESCLUSIVA ICF – Como, Valente: “Tra calcio e tatuaggi, ecco la mia storia. Che squadra il Como!” (1)

L’ACF Como è una delle protagoniste di questo campionato di Serie C. Prima nel girone A, la squadra del Presidente Verga sta sfornando talenti. Tra questi, Virginia Valente, assistita dalla Group Sport Management di Angelo Sperandeo. Si ispira a Milito, è una tatuatrice e allo stesso tempo una attaccante di ottima tecnica. Ci ha raccontato la sua storia in esclusiva, eccola! (parte prima)

L’INTERVISTA

Se uno sconosciuto ti chiedesse chi è Virginia Valente, cosa gli risponderesti?

Gli direi che Virginia Valente è appassionata di calcio, è un’artista e una tatuatrice. Gli direi poi che sono un attaccante del Como e che sono una ragazza molto sensibile, che ama i piccoli attimi: mi piace la semplicità delle cose. Concluderei dicengogli che sono molto altruista e ciò che conta per me è la felicità.

Potresti raccontarci la tua storia sui campi da calcio?

Ho iniziato da piccolissima, a 5 anni. Mi ha spinto a cominciare la mia maestra dell’asilo: anche lei giocava a calcio, ma ora è diventata una suora. Ho cominciato a Cologno Monzese con la squadra del mio oratorio, con i maschi, ovviamente, e ci ho giocato fino ai 14 anni. Da piccola avevo avuto una proposta dall’Atalanta, ma i miei hanno preferito lasciarmi all’oratorio perché ero molto piccola. Al raggiungimento dei 14 anni sono dovuta passare ad un club femminile: ho fatto un provino all’Inter e lì ho conusciuto Roberta Antigliozzi. Lei mi disse di non andare, ma nella società che stava fondando (le Dreamers). Quando lei poi ha lasciato le Dreamers, perché era passata ad allenare al Milan, sono partita anche io e sono andata a giocare alla Minerva. Poi ho trascorso un periodo al Fiammamonza, e sono tornata nuovamente in Minerva: il motivo di questo ritorno? E’ come una famiglia; avevo bisogno di una squadra vicino casa per cominciare università, e vivere un anno calcisticamente tranquillo. Infine è arrivata la chiamata del Como, che mi ha subito presentato un grande progetto.

Chi era il tuo idolo d’infanzia? E chi è ora?

D’infanzia direi Milito, anche perché sono interista. Poi, inevitabile dire che mi sono sempre ispirata alle grandi bandiere, indipendentemente dai colori. Attualmente nel femminile guardo con molta ammirazione Girelli. Nel maschile non saprei: mi piacciono molti giovani, ma non ho un solo idolo… se dovessi fare dei nomi direi Zaniolo e Dybala.

Come ti trovi al Como? Che aria si respira?

Inizialmente sono stata felicissima della chiamata del Como. Il progetto comprendeva molte giocatrici forti, provenienti dalla A e dalla B… all’inizio ero un po’ agitata. Però, è stata una grande soddisfazione: ogni giorno imparo dalle compagne più esperte, assorbendo qualcosa da ognuna. Onestamente, non ho mai trovato una società del genere. Il Como è un club a cui ispirarsi. Il Presidente Verga è fantastico, non ci fa mancare nulla ed è sempre presente: ama il movimento! A stagione in corso abbiamo cambiato allenatore: il nuovo staff è composto da persone umanamente molto brave – non che quello precedente non lo fosse. E’ proprio un bell’ambiente! Quest’anno arrivavo da un infortunio, la lesione del collaterale: non ho giocato tantissimo, ma mi hanno messo a mio agio e nelle giuste condizioni per riprendermi e tornare.

di Luca Bendoni

Photo credit: Gatti Giuliano Photo

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