ESCLUSIVA ICF – Cecotti: “Grazie Tavagnacco! Ora sogno all’estero” (1)

Dopo anni al Tavagnacco, Chiara Cecotti, nell’inverno scorso, è passata al Lugano, in Svizzera. A causa di questa pandemia, però, ha dovuto rescindere con il club ticinese e presto sarà pronta ad una nuova avventura. In esclusiva ICF, la giocatrice ha ripercorso la sua storia, con un occhio al futuro e uno a questa assurda situazione. (prima parte)

L’INTERVISTA

Per chi non ti conoscesse, potresti descriverti?

Sono Chiara Cecotti e nella vita gioco a calcio, come difensore. Quest’anno l’ho passato tra Tavagnacco, con cui ho disputato la mia sesta stagione in Serie A, e Lugano. Sono una ragazza determinata: quando mi pongo un obiettivo faccio di tutto per raggiungerlo; non mollo mai, qualunque cosa accada.

Potresti raccontarci i tuoi primi passi nel mondo del calcio?

Ho iniziato perché aveva cominciato mio fratello; avevo già il pallino del calcio, ma i miei non mi avevano mai lasciato andare, fino a che non ha cominciato lui. Ho cominciato con i maschi nella squadra di paese, poi sono passata al Tavagnacco: lì è cominciata la mia carriera, tra i primi anni vissuti con le giovanili, e quelli seguenti vissuti in prima squadra.

Cominciamo a ripercorrere la tua storia al Tavagnacco: com’è stato condividere lo spogliatoio da giovanissima con delle campionesse assolute?

Diciamo che sono sempre stata timida caratterialmente… per fortuna ero la piu piccola, ma non l’unica giovane: con le altre ci siamo date forza l’una con l’altra. Sicuramente è stato difficile integrarmi, ma le più esperte mi hanno trattato bene. Penso che se ora sono ancora al livello della Serie A è grazie ai loro consigli. Mi hanno formata caratterialmente. Mi hanno aiutato tanto, sono state importantissme per la mia crescita!

Sulle belle stagioni a Tavagnacco?

Con il Tavagnacco sono cresciuta e ho giocato tante partite importanti. Ricordo la finale di Coppa Italia, persa contro il Brescia, famosa perché per la premiazione medaglie e trofeo vennero poggiate su un tavolino del bar. Poi, ti dico che l’esordio tra le grandi l’ho fatto in Supercoppa, sempre contro il Brescia. Giocare a così alti livelli è stata una soddisfazione grandissima: devo ringraziare tantissimo gli allenatori e la dirigenza, che mi hanno dato fiducia. Penso che i traguardi siano un motivo in più per non mollare

Cosa ti ha lasciato il Tavagnacco? Cosa sarà per te?

Sicuramente è stato il mio trampolino di lancio. Mi ha preparato alla vita, un po’ come fanno le scuole. Ho lasciato il club perché avevo già fatto tante stagioni in Italia e, arrivatami un’opportunità dall’estero, dal Lugano, ho colto la palla al balzo per fare nuove esperienze. Perché proprio il Lugano? Era la proposta giusta per me, mi hanno voluta fortemente

di Luca Bendoni

Photo credit: LucaM3Photo

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