ESCLUSIVA ICF – Cecotti: “Lugano, esperienza breve ma intensa. Che forte Guagni!”

Dopo anni al Tavagnacco, Chiara Cecotti, nell’inverno scorso, è passata al Lugano, in Svizzera. A causa di questa pandemia, però, ha dovuto rescindere con il club ticinese e presto sarà pronta ad una nuova avventura. In esclusiva ICF, la giocatrice ha ripercorso la sua storia, con un occhio al futuro e uno a questa assurda situazione. (seconda ed ultima parte)

L’INTERVISTA

Giunta a Lugano, hai giocato solo pochi mesi…

Purtroppo è finito tutto a causa del Coronavirus: il contratto scadeva a fine stagione, ma per questa situazione tutte le giocatrici con un contratto economico hanno rescisso. E’ stata una bella esperienza, seppur breve.

Proprio di questa situazione volevo parlare: come la stai vivendo?

Sono tornata a casa dai miei genitori, in Friuli, vicino Udine. Non è una situazione facile, perché ho molti parenti di Bergamo, dalla parte di mia mamma, e sono molto legata alla città. Cerchiamo di darci forza l’uno con l’altro, rispettando le regole. Mi sto allenando regolarmente: per fortuna non abitando in appartamento ho spazio per allenarmi. Abbiamo sfruttato questo momento per ritrovarci in famiglia, dopo che sono stata via per qualche mese.

Chi è la giocatrice più forte che tu abbia mai affrontato?

Direi proprio Guagni! Come giocatrice è molto completa: fa bene sia la fase offensiva, che quella difensiva; ha fisico, potenza, velocità…

Sul tuo futuro?

Non so ancora molto; il mio obiettivo è migliorarmi e crescere. Vorrei quindi fare esperienze nuove, magari in campionati stranieri: mi piace molto viaggiare e scoprire nuove culture. Inoltre, sono curiosa di conoscere di persona il livello di nuovi campionati. Mi piacerebbe sicuramente andare in una delle nazioni dove il movimento è piu sviluppato: Germania, Francia, Spagna, Svezia…

Chi è Chiara Cecotti fuori dal campo?

Sono diplomata in ragioneria e quello che vorrei fare, che per ora è solo un’idea, sarebbe studiare psicologia all’università. Penso che nello sport tanto sia una questione di testa; mi piacerebbe aiutare gli altri sportivi con competenza.

Per chiudere: qual è il tuo ricordo più bello su un campo da calcio?

E’ difficile scegliere. Senza dubbio, è sempre bellissimo vedere i miei cari in tribuna e renderli orgogliosi. Una partita che secondo me ho giocato bene, e che ricorderò, è stata contro il Verona qualche anno fa: fu una partita significativa, perché ho giocato contro l’allenatrice che mi ha portato in prima squadra al Tavagnacco, ci tenevo a fare bene!

di Luca Bendoni

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