ESCLUSIVA ICF – Ag. Tamsone: “La mia storia, da calciatrice ad agente. Sul calcio femminile in Russia…”

Dzuljeta Tamsone è una procuratrice russa, responsabile della sezione calcio femminile della AS Sport Management. L’abbiamo intervistata in esclusiva IlCalcioFemminile, per parlare di calcio e di mercato, seguendo la sua storia e il suo passaggio da calciatrice ad agente. (parte prima)

L’INTERVISTA

Per prima cosa, vorrei chiederti la tua storia: come è nata la tua passione per le trattative?

È stato un insieme di tanti eventi. Un paio di anni fa quando mi sono trasferita in Germania, ho avuto modo di conoscere Artem Sikulskyi. Mi ha invitato a unirmi al suo ambizioso e unico progetto “AS-Sport Management” e a lui vanno tanti meriti. Abbiamo iniziato a lavorare passo dopo passo sviluppando ulteriormente le nostre idee e crescendo sul web, questo è successo proprio quando mi ero ritirata dalla mia carriera calcistica. Quel momento è stato perfetto per passare dal ruolo di calciatrice a quello di manager.

Un giorno, poco prima della sessione estiva di calciomercato Artem mi ha chiamato e mi ha raccontato una storia riguardo la calciatrice della nazionale russa Marina Fedorova, Artem stava cercando offerte dall’Europa per lei. Allora gli ho detto: “Ti aiuterò, mandami le informazioni”. Da quel giorno negozio con i club quotidianamente e gestisco pienamente il settore del calcio femminile nella nostra agenzia. Hai ragione a chiamarla “passione”, perché è veramente la mia passione trattare con i club, incontrare direttori sportivi, allenatori e giocatori. Sono molto interessata a come ogni società è gestita. Imparo dalle loro tecniche di gestione, le confronto e traggo conclusioni su cosa farei se fossi nella loro posizione – agirei allo stesso modo o sceglierei tattiche diverse.

Cosa ne pensi del calcio femminile in Russia?

La Russia è un paese enorme che ha molti interessi in merito alla sua politica e al sostegno del governo nei confronti della sua società, solo allora arriva il calcio e ancora dopo da qualche parte arriva il calcio femminile. In Russia le famiglie hanno ancora un enorme stereotipo secondo il quale una ragazza non dovrebbe giocare a calcio, ma dovrebbe piuttosto cucinare o fare danza. Per quanto riguarda il calcio femminile, la federazione sta cercando di spingere i club della prima divisione maschile ad avere la propria squadra femminile, che contribuisce a nuove squadre che si uniranno al campionato in questa stagione, come Zenit e FK Krasnodar. Questo è un ottimo segno, tuttavia, il calcio non è ancora così accessibile a molte ragazze nel paese, dal momento che il campionato non copre tutte le regioni, le quali potrebbero avere ognuna un club rappresentativo.

Sentiamo diverse squadre maschili lottare a livello dilettantistico in Russia, quindi come ho detto, il calcio femminile viene dopo quello maschile, il che significa che esso è ancora in una fase di sviluppo a livello di base in molte regioni. Parlando delle giocatrici della nazionale, noi siamo in contatto con molte di esse, e loro sono interessanti per alcuni club di massima divisione in Europa. Anche se consiglierei ad alcune ragazze di dedicare più lavoro al loro potere decisionale e alla loro sicurezza in campo, specialmente nelle gare internazionali, per essere pronte a superare la responsabilità e per fare la differenza in campo. Alla fine della giornata questo è il più grande valore per i club – giocatrici che sappiano influenzare e cambiare il risultato della partita.

E del calcio femminile in Italia?

Il calcio femminile italiano è avanti. Recentemente molti club maschili hanno formato una squadra femminile, che è il giusto investimento per il futuro. Tra 10 anni ci chiederemo come il calcio femminile sarà più significativamente redditizio per le società. La Serie A italiana è ancora indietro rispetto ad altri campionati importanti come LaLiga o la Bundesliga, ma il suo livello aumenta pian piano. Io credo che avrà una spinta migliore una volta che le regole saranno modificate e ogni squadra avrà la possibilità di tesserare più di 1 o 2 giocatrici extra-europee, ogni ruolo diventerà più competitivo, quindi, aumenterà il livello.

Qual è il tuo obiettivo nel calcio femminile?

Il calcio femminile è tutto ciò che ho fino ad oggi, è diventato la mia passione per la vita e ho investito tutto in questo. Continuerò a farlo per tutta la vita che ci crediate o no, ci penso 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ogni volta che mi sveglio i miei pensieri sono: “Cosa posso fare per migliorare le mie giocatrici e il nostro progetto?”. Ad essere onesti, il mio telefono quando mi sveglio ha già almeno 10 nuovi messaggi riguardo a varie cose riguardanti la mia agenzia. La mia gente sa che sono tutto per il calcio e nient’altro. Ho preso decisioni per il calcio e da allora ciò non è cambiato.

Il mio obiettivo è di dare un contributo allo sviluppo dello sport, specialmente nei paesi come Lettonia, Lituania, Estonia, Russia, Ucraina e Bielorussia. Per essere precisi – diventare la miglior agenzia per le giocatrici nell’est dell’Europa. Adesso, “il meglio” non significa avere il maggior numero di giocatrici, ma trattare i loro interessi con la massima qualità. È la nostra opinione “qualità sopra la quantità”, fornire un ambiente confortevole e assistenza per l’auto-miglioramento. Le nostre giocatrici dovrebbero apprezzare che scegliamo loro invece che altri, che dedichiamo loro tutto il nostro tempo invece che reclutarne costantemente altri. Il nostro motto è “TUTTO o NIENTE… e abbiamo deciso di andare all-in”.

Generalmente parlando, io voglio provare che tutto è possibile quando ci lavori. Ho già fatto cose da mostrare, ma noi non ci fermeremo, stiamo andando avanti sempre di più. Per fare un esempio, l’estate scorsa abbiamo attuato una mossa strategica per una giocatrice lettone, con altre 7 giocatrici lettoni, e abbiamo seguito le sue azioni affinché andasse a giocare all’estero – questa è l’effetto che abbiamo sul mercato e sulle tendenze. La Lettonia non ha mai avuto così tante calciatrici all’estero. Per AS è molto più che un impatto, tutte le nostre azioni hanno dietro un motivo.

Come stai vivendo questo periodo difficile? Come lavori da agente sportiva?

Durante la quarantena, mentre i nostri giocatori non possono esibirsi in campo, insieme al mio collega Artem Sikulskyi abbiamo deciso di prendere un’iniziativa, ricevendo lo 0% delle commissioni dagli stipendi dei nostri giocatori. Vogliamo supportare i nostri atleti in ogni momento possibile, specialmente, in questo tempo difficile, quando nessuno ha avuto una risposta su come continuerà. Noi siamo attivi nella comunicazione con i club poiché alcuni dei nostri giocatori hanno la scadenza del contratto e vogliamo fornire loro alternative per ottenere il meglio.

In aggiunta, riceviamo molte richieste da parte di nuovi giocatori, che vogliono essere rappresentati da noi e passiamo il tempo a rivedere, e valutare i candidati, se possiamo dare loro buone possibilità di mettersi in mostra. Oltre a ciò, la nostra agenzia AS-Sport Management non lavora solo con gli atleti, ha rinviato al 2021 infatti altri progetti come tornei di calcio in Bulgaria, Germania, Italia e Spagna, mentre potremmo ancora provare a ospitarne uno a settembre 2020.

Usiamo questo tempo per preparare e migliorare il nostro lavoro amministrativo, nonché pacchetti di nuove nostre offerte in arrivo, qualcosa che esiste da raro a nessuno nel mercato dell’Europa orientale. Seguiteci, sarà entusiasmante e sarà un chiaro esempio del nostro valore – approccio individuale.

di Niccolò Altobrando

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