ESCLUSIVA ICF – Pistolesi: “Io mister ‘provvisorio’ per 36 anni. Vi spiego il rapporto calciatrice-tecnico”

Abbiamo intervistato mister Alessandro Pistolesi, ex allenatore di quell’Empoli Ladies che tanto ha entusiasmato tutti gli appassionati. Il Mister si racconta, parlandoci di come tutto iniziò per gioco ormai 36 anni fa, ed uno sguardo sui suoi progetti futuri.

L’INTERVISTA

Salve Mister, grazie per aver accettato questa intervista. Per cominciare: lei ha iniziato ad allenare nel femminile ormai 36 anni fa, nel lontano 1984 sulla panchina del G.S. La Piazza UISP. Come è cominciato il tutto?

E’ iniziato tutto quasi per caso nel 1984, l’allora mia fidanzata Marcella aveva smesso di giocare a pallavolo ed insieme ad altre ragazze, per lo più fidanzate di miei amici, iniziarono a frequentare una palestra. Più per ridere che per altro, i titolari di quella palestra sfidarono la palestra rivale ad un incontro di calcio con squadre formate dalle frequentatrici delle rispettive palestre. L’evento, pur non pubblicizzato per niente, attirò la curiosità di molte persone che assistettero a quella partita, tra gli spettatori io e i miei amici che da poco avevamo fondato una squadra amatoriale maschile. Visto il gran pubblico accorso, avemmo l’intuizione di organizzare un torneo di calcio femminile, più per raccogliere i fondi necessari alla squadra maschile che per altro. Al termine del torneo denominato Pallone Rosa, che negli anni diventerà poi un appuntamento importantissimo in Toscana, fu deciso di dare seguito all’attività femminile formando una squadra composta da improvvisate giocatrici e in attesa di un allenatore ufficiale, mi offrii come mister provvisorio. Sono stato per 36 anni consecutivi il mister “provvisorio” del La Piazza-Valdarno-Castelfranco- Empoli Ladies.

36 anni sono un periodo decisamente significativo, nel quale molte cose possono cambiare. Che tipo di calcio femminile era quello di quando ha iniziato in confronto a quello di oggi?

Mi sono innamorato del calcio delle ragazze perché da subito, nonostante i limiti tecnici e fisici dei primi tempi, sono stato travolto dalla passione, dalla dedizione e dal coraggio con cui si approcciavano agli allenamenti. Quello che nel tempo, soprattutto negli ultimi 5/6 anni, è cambiato e ha cambiato il livello del calcio femminile, sono state le opportunità, le strutture, i mezzi e le conoscenze che le ragazze hanno avuto a disposizione per crescere. Quello che non è cambiato è la dedizione totale al lavoro e al sacrificio da parte delle ragazze che si dedicavano e si dedicano al calcio. La forza del nostro calcio sono le atlete.

Certe volte può capitare che ci siano delle incomprensioni tra tecnico e calciatrici. Come fa un uomo a farsi accettare da un gruppo di donne? E’ stato difficile all’inizio?

E’ normale che nei gruppi sorgano difficoltà di comprensione e di comunicazione e che poi vadano gestite per far prevalere il bene comune. Raramente ho avuto contrasti insanabili con le ragazze che ho allenato e quando si sono verificati contrasti importanti, col tempo si sono poi chiariti. L’importante con le ragazze è essere credibili, essere coerenti ed essere aperti al dialogo. Ad una ragazza non devi limitarti a dirle cosa deve fare ma devi soprattutto sforzarti di convincerla del perché le stai chiedendo di fare quell’esercizio, quel movimento. Se ci riesci hai trovato il modo di farti seguire, viceversa non ti seguirà.

Quello dell’Empoli Ladies, sotto la sua guida, è stato un spettacolo che più passava il tempo e più si manifestava scintillante. Qual è stato il segreto di tutto ciò?

Non esistono segreti particolari se non fiducia in quello che proponi e in quello che stai facendo. Io e il mio staff abbiamo proposto un lavoro a cui le ragazze si sono affidate e che hanno svolto con la massima applicazione. Si era creato un ambiente unico e molto positivo e propositivo. Secondo me il nostro percorso aveva ancora margini di crescita, il COVID purtroppo a fermato la nostra consapevolezza che stava crescendo di gara in gara.

La cosa che colpisce del rapporto tra Lei e le calciatrici dell’Empoli sono i continui e sinceri attestati di stima che ha ricevuto da parte delle Sue atlete. Lei come lo descriverebbe il rapporto che avete instaurato?

Mi ripeto, l’importante con le ragazze è essere credibili e coerenti, evidentemente a tante delle ragazze che ho allenato in tutti questi anni sono apparso così.

Quella della promozione in Serie A è stata una giornata memorabile per Lei e le Sue ragazze. Che ricordo ha di quella giornata?

Il raggiungimento di obiettivi nello sport, così come nella vita, è il coronamento di un progetto e il frutto di tutto il lavoro e di tutto l’impegno che necessitano per concretizzare un idea. Ho sempre pensato che il futuro si costruisce nell’oggi e ho sempre agito di conseguenza, tutto quello che ho raggiunto con le mie ragazze è sempre stato il frutto di sacrifico e lavoro.

Di Matteo Cassina e Luca Bendoni (Parte 1)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...