ANALISI ICF – Juve-Florentia: il punto sul match. Tattica, schemi e gol

Riparte il calcio femminile: dopo la sfida tra Roma e Florentia San Gimignano, ancora in campo le neroverdi, ma questa volta l’avversario è la Juventus. Le bianconere restano la squadra da battere e vogliono dimostrare il loro livello nel primo test stagionale. Il teatro della scena è l‘A.S.D. Juventus Club Parma, terreno (non del tutto) neutro. Le porte d’accesso sono chiuse, ma è aperta quella di un campo adiacente a quello da gioco: alcuni spettatori – tra cui noi – entrano e guardano la partita da una buona posizione, rigorosamente a distanza e indossando la mascherina.

SCHIERAMENTO JUVE

La sfida, programmata per le 18:30, comincia con qualche minuto d’anticipo. La Juventus scende in campo con un 11 tipo: in porta Giuliani; linea difensiva a quattro con Boattin, Sembrant, Gama e Hyyrynen; Junge Pedersen a centrocampo con Caruso e Rosucci; Bonansea in fascia destra, Cernoia a sinistra e Girelli unica punta. Più che un 4-3-3, il modulo bianconero è un 4-4-1-1, con Rosucci in trequarti alle spalle di Girelli, che diventa un 4-5-1 in fase difensiva e, in fase offensiva, un 4-2-3-1, con Bonansea e Cernoia che avanzano a supporto del centravanti.

La disposizione tattica resta grossomodo quella anche nel corso della partita: Giuliani viene sostituita da Bacic (a sua volta sostituita da Tasselli); Boattin lascia il posto a Giordano, Sembrant resta in campo ma accanto a lei c’è Salvai e non Gama e a destra la nuova arrivata Lundorf Skovsen sebentra a Hyyrynen. A centrocampo dentro Galli per Caruso e Zamanian per Pedersen; non si muove Bonansea, ma dall’altra parte esce Cernoia ed entra Maria Alves. In attacco dentro Staskova.

SCHIERAMENTO FLORENTIA

La Florentia San Gimignano, invece, parte con un 4-3-3 che ha più l’aspetto di un 4-5-1 di contenimento. La Juve attacca e le neroverdi hanno il compito di difendersi e ripartire. In porta parte Tampieri; in difesa (da destra) Bursi, Dongus, Pisani e Ceci; centrocampo a tre (in fase difensiva a 5 con gli esterni che si abbassano) con Wagner in mediana e Kuenrath e Imprezzabile come mezzali. In fascia destra Cantore, a sinistra Nilsson e in attacco Pugnali.

Il primo cambio di Mister Carobbi arriva subito: al 18′ Nilsson esce dal campo dolorante, al suo posto entra Federica Anghileri. Poi nessuna modifica fino alla ripresa, quando cominciano le turnazioni. In porta fuori Tampieri e dentro Lia Lonni; in difesa esce Capitan Dongus ed entra Rodella, che eredita la fascia di capitano; a centrocampo entrano la confermata Lotti e le nuove arrivate Bardin e Dahlberg. Spazio nel finale anche a Boglioni, subentrata a Ceci, a Re, che entra al posto di Pugnali (con Dahlberg che scala in attacco) e nuovamente a Imprezzabile, che torna in campo nel ruolo di terzino destro.

LA PARTITA

I primi trenta minuti di gioco sono equilibrati e non si registrano azioni pericolose. La Florentia contiene molto bene gli attacchi della Juventus, che prova spesso il cross a cercare Girelli – annullata da un’ottima Elena Pisani. La prima grande occasione arriva sui piedi di Lisa Boattin, che in scivolata su cross di Bonansea colpisce la traversa. Poco dopo, sugli sviluppi di calcio d’angolo, Pisani anticipa Girelli, la palla torna alla Juve che, favorita da un rimpallo nel contrasto, insacca con Junge Pedersen. Il raddoppio arriva a pochi giri d’orologio dallo scadere del primo tempo: a segnare è Bonansea. Squadre a riposo sul 2-0.

Nel secondo tempo la Juventus, sull’onda del morale alto, spinge e la Florentia – che resiste bene per una ventina di minuti – è poi costretta a cedere. Le bianconere vanno in gol due volte in due minuti (65′ e 67′), prima con Maria Alves, poi con Staskova – a dimostrazione dell’importanza dei ricambi. Insacca poi la neroverde Cantore, su un errore del portiere bianconero Tasselli, e fa 4-1. Chiudono il match le reti di Barbara Bonansea e Maria Alves – per entrambe doppietta. Si chiude così sul 6-1, risultato che può trarre in inganno e che non rende merito a quanto di buono fatto, specialmente nel primo tempo, dalla Florentia.

di Luca Bendoni, inviato a Parma

Photo credit: Juventus

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