Fiorentina, Quinn: “Sogno Van De Donk a Firenze”

Il difensore della Fiorentina, Louise Quinn, ha partecipato a una diretta instagram assieme al profilo fifa_ladies. L’ex Arsenal aveva trovato nello scorso fine settimana il primo centro in maglia viola, sbloccando la sfida, poi vinta 0-2, sul campo del Pink Bari. Una lunga chiacchierata alla scoperta del difensore irlandese, classe 1990.

Per cominciare ti chiedo cosa ti ha spinto a scegliere il calcio italiano in questo step della tua carriera e cosa ti ha convinto ad accettare il progetto Fiorentina?

Innanzitutto perché si trattava di una nuova esperienza, un nuovo luogo dove andare. La passione del calcio in Italia è cosa risaputa. Avevo parlato di quest’opportunità col mister Antonio Cincotta. Con l’Arsenal, infatti, avevamo giocato contro la Fiorentina al Franchi ed è stata un’emozione. Si vedeva la qualità del livello.

La partita con la Fiorentina era come ve la immaginavate? Ti ha sorpreso il livello del calcio in Italia? Qui molta gente (non tutta) si è accorta del calcio femminile dopo il Mondiale in Francia. Quale la più grande differenza tra il calcio italiano e quello inglese?

Penso che il calcio inglese sia molto molto veloce, dinamico e fisico. Il calcio italiano è di sicuro più tattico. Se magari devi essere più tempestivo e la tua testa ti dice di andare sul pallone, in Italia devi essere più riflessivo. Non è così semplice difendere in Italia ma mi piace.

Hai detto che il calcio inglese è più fisico e quello italiano un po’ più statico. Vedendo per esempio il derby di Manchester (dello scorso week-end) si notava che il ritmo era più veloce rispetto al calcio italiano più tattico. Dopo il Mondiale in Francia del 2019, pensi che la visione degli altri paesi riguardo il calcio italiano sia cambiata in meglio oppure no?

Credo che l’Italia sia stata una piacevole sorpresa. La nazionale italiana è sempre stata una buona squadra e credo che abbia fatto un gran torneo che abbia contribuito ad aumentare la reputazione. Le giocatrici italiane sono forti: lo vediamo sia nel campionato di Serie A ma anche perché molte si trovano a giocare in altri paesi in Europa. Allo stesso tempo ci sono giocatrici che seguono il torneo o che decidono di venire in Italia.

Esatto un po’ come capitato a te Louise o al contrario ad Alia Guagni. Da capitano della Fiorentina a giocare all’Atletico Madrid. Come hai sottolineato prima Louise è importante fare questo genere di esperienze nei vari step di crescita della carriera di una giocatrice. Una cosa, un aspetto di campo che porteresti dall’Italia in Inghilterra?

Il meteo (sorride ndr). A parte gli scherzi, credo le abilità individuali col pallone, la capacità di fare cose incredibili in spazi piccoli.

Se avessi la possibilità di portare a Firenze una tua ex compagna… Chi porteresti (senza pensare all’età, il ruolo…) e cosa le diresti di portare con sé?

Credo porterei Daniëlle van de Donk (centrocampista dell’Arsenal e della nazionale olandese) che è stata una mia amica stretta all’Arsenal. Lei è molto gelosa che sto cercando di imparare l’italiano e le direi di venire per migliorare ancora sotto l’aspetto individuale. Ha una grande personalità e credo sia una giocatrice che ogni squadra vorrebbe.

Hai detto che Van de Donk è gelosa del tuo tentativo di imparare la nostra lingua. Quale è stata la prima parola che hai imparato in italiano?

Sto facendo del mio meglio per imparare la lingua. Ho avuto una “lista” di frasi italiane che si usano sul campo. Amo le frasi legate al mondo del calcio ad esempio “Alza, Sali, scappa, un passo”. La mia preferita è “Alza” che si sente urlare spesso sul campo (sorride ndr) o anche “forte” che sento di continuo. Cercherò di migliorare col tempo…

Qual è stato per te l’attaccante più difficile da marcare o affrontare (non solo in Italia)?

Per me visto che prima giocavo in una squadra piena di “stelle” a livello internazionale ti direi Miedema. Era molto intelligente nei movimenti e ti rendeva la vita difficile. Un’altra è di sicuro, Anja Mittag, giocatrice incredibile, stella della Germania che si è ritirata lo scorso anno. L’ho incontrata spesse volte sia quando giocavo in Svezia che contro la nazionale tedesca. Non vorrei sbagliarmi ma credo che quasi sempre ha segnato nelle partite in cui giocavamo contro.

C’è, invece, una giocatrice che non hai ancora affrontato ma con cui ti piacerebbe misurarti?

Sam Kerr (stella dell’Australia) che non ho avuto modo di affrontare visto che da poco è passata al Chelsea. Anche le giocatrici americane come Morgan o Llyod. Ci sono giocatrici forti anche nel campionato italiano. Cercherò di fare il mio meglio.

Il progetto di Fifa Ladies cerca di dare visibilità al calcio femminile attraverso il videogame “Fifa”. Secondo te per il calcio femminile è importante avere un gioco o un’app del genere anche per far aiutare a conoscere i vari campionati?

Di sicuro è davvero importante per far “vedere” sempre di più il calcio femminile. In Irlanda, attraverso una campagna, l’attenzione dei media, del pubblico è salita tanto. Se la gente non conosce, non sa quali giocatrici ci sono o quali sono i big club come in Italia (Milan, Juventus, Fiorentina, Roma, Sassuolo…). Un gioco del genere sia importante. Non fermate questo progetto. Noi, allo stesso tempo, cercheremo di fare il massimo in campo per fare crescere sempre di più il livello del campionato.

Emanuele Landi

(Photo Credit: “Instagram” LouiseQuinn4)

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