ICF – “Crediamoci!”. Ecco perché l’Italia può farcela

È risaputo che l’Italia trova nelle difficoltà la forza di risollevarsi. La capacità di tirare fuori il meglio, quando le situazioni appaiono impossibili, è nella natura e nel DNA del Belpaese. Il calcio ne è l’esempio più lampante. L’Italia vincente nel Mondiale di calcio maschile del 2006 ha dimostrato tutta la sua forza nonostante lo scandalo Calciopoli. Lo stesso, tra l’altro, era capitato nel 1982: campioni del Mondo anche se travolti dal guaio calcioscommesse. La caparbietà e la grinta nelle donne è assolutamente identica. Per andare all’Europeo (senza passare dalle forche caudine dei play-off) servono punti, almeno un pareggio, in Danimarca e poi una vittoria all’ultima gara con Israele (gara rimandata causa Covid-19). Ecco l’analisi del perché la CT Milena Bertolini e le sue ragazze possono credere nell’impresa.

1 – (Photo credit should read LIONEL BONAVENTURE/AFP via Getty Images)

La consapevolezza di essere squadra

Qualificarsi al recente Mondiale di Francia nel 2019, vent’anni dopo l’ultima volta, ha risvegliato l’orgoglio e l’attenzione nazional-popolare intorno all’Italia Femminile. Sara Gama e compagne, inoltre, non ci sono arrivate per caso alla fase finale. Il livello sempre più alto di competitività del campionato italiano ha fatto maturare sempre più le azzurre che con merito (dopo aver superato l’ostacolo Portogallo) hanno raggiunto la fase finale. L’Italia femminile ha un’identità.

2 – (Photo credit should read PASCAL GUYOT/AFP via Getty Images)

L’exploit nel torneo iridato

L’appetito viene mangiando, come si suol dire, e allora perché non credere nella possibilità di passare il girone anche se da outsider? In un gruppo con squadre forti come Brasile e Australia, oltre la Giamaica, sembrava difficile poter arrivare al terzo posto e sperare di essere tra le migliori terze. La vittoria al photofinish contro Sam Kerr e compagne e la goleada contro le centro-americane hanno reso dolce anche la sconfitta (immeritata e non dolorosa) di rigore col Brasile. Morale? Italia prima, Australia seconda e Brasile terzo vista classifica avulsa con le squadre tutte a 6 punti.

Vincere aiuta a vincere. La Cina agli ottavi non sembrava un avversario impossibile e le azzurre hanno superato l’ostacolo con una prova meno convincente delle precedenti ma efficace. L’Olanda campione d’Europa in carica (capace di battere proprio la Danimarca nella finale continentale) ai quarti era una montagna altissima da scalare. Per un’ora, nonostante l’assenza di Girelli, si è riuscito a tenere botta prima di perdere con dignità col risultato di 2-0 contro la squadra che ha, poi, perso la finale solo contro gli USA. Crederci, quindi, non è vietato.

3 – (Photo credit should read FRANCK FIFE/AFP via Getty Images)

La visibilità, l’attenzione mediatica e i recuperi importanti

Nell’ultimo biennio, complici l’avvento di una nuova Serie A con grandi squadre (spesso collegate al mondo maschile) come Juventus, Milan, Fiorentina e Roma e, appunto, la splendida avventura della nazionale, il movimento del calcio femminile ha avuto un’impennata clamorosa. Tv, quotidiani, testate on-line parlano del calcio “in rosa” e questo può dare anche maggiore spinta in vista di una gara così complessa.

Il rientro del capitano, Sara Gama, dopo le ultime due saltate per infortunio, può dare ancora più autostima. Il vicecapitano, Alia Guagni, invece, non ci sarà nonostante i primi giorni di allenamento dopo 22 giorni di quarantena. Non va sottovalutato anche il ritorno di Valentina Bergamaschi che con la sua velocità può dare un apporto, sulla fascia destra, mancante nella gara di Empoli.

4 – (Photo credit Gabriele Maltinti/Getty Images)

Un cammino di qualificazione bello ma non bellissimo

Ora, invece, va posta l’attenzione su un aspetto da migliorare. L’Italia ha trovato, certamente, una sua dimensione importante post-Mondiale ma la strada è ancora lunga per entrare nell’élite del calcio femminile. Le grandi squadre appaiono ancora di un gradino superiore: il primo tempo di Empoli con la Danimarca ne è la dimostrazione. Il cammino di qualificazione, immacolato e fatto di sole vittorie prima del ko con le danesi, è sembrato non in discesa. Alcuni successi larghi ma altri col minimo scarto e con troppa sofferenza (vedi trasferte in Israele e Georgia proprio le prime post-Mondiale). Il cammino, poi, è stato stravolto (come è naturale che sia causa Covid-19) quando durante l’Algarve riaffioravano le precedenti sicurezze. Occorre ripartire dal secondo tempo di Empoli contro le vicecampionesse d’Europa.

La Danimarca, ora, è qualificata direttamente alla fase finale del torneo, mentre l’Italia per qualificarsi direttamente alla fase finale deve chiudere il girone B come una tra le migliori tre seconde dei nove gruppi di qualificazione, per non accedere ai play-off qualificazione. Le motivazioni ci sono per strappare (almeno) un punto e vedere più vicina England2022.

5 – Foto: FIGC

Le parole

Non bisogna avere paura né timore, aspetti che hanno contraddistinto la gara d’andata come ha sottolineato la ct dell’Italia Milena Bertolini ai microfoni della Rai dopo la sconfitta (1-3) contro la Danimarca: “Con la vittoria di oggi hanno conquistato la qualificazione all’Europeo. Noi oggi abbiamo subito la Danimarca scendendo in campo con un po’ di timore reverenziale e solo dopo essere andate sotto di due reti abbiamo giocato come sappiamo sfruttando le nostre caratteristiche e ci siamo scrollate un po’ la paura di dosso. Non era facile recuperare questo svantaggio a questa squadra e il terzo gol in avvio ci ha tagliato le gambe. Abbiamo peccato di disattenzione nelle palle inattive, bisognava essere più aggressive e concentrate perché sapevamo che loro erano molto forti. Le ragazze nella ripresa ci hanno provato, c’è stata una reazione importante”.

I recuperi di Gama e Bergamaschi possono portare ulteriore qualità, freschezza ed esperienza rispetto alla gara di fine ottobre. La voglia di rivalsa c’è e lo si nota dalle parole di Valentina Giacinti: “Sicuramente la voglia di rivincita è tantissima. Ripartiamo dal secondo tempo di Empoli. Quella è la vera Italia. A Viborg, oggi, primo dicembre (ore 17:15, diretta Rai2), le vicecampionesse d’Europa ospiteranno l’Italia. Il coraggio non deve mancare perché quando sembrano esserci le tenebre, l’Italia sa come accendere la luce.

di Emanuele Landi

PHOTOS 1-2-3-4-COVER: AFP/GETTYIMAGES

PHOTO 5 – FIGC

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